Ilario Alicante, classe 1988, al suo attivo già molte produzioni, alcune diventate hit di successo, fa parte della scuderia Cocoon, ed è uno dei dj nostrani più richiesti nel mondo. Lo abbiamo incontrato a Genova, al Club Pure, durante il party di Natale.
Partiamo dall’inizio. Prima di Ilario Alicante dj e producer. Quale è stato il tuo primo approccio al mondo della musica e quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo della notte?
Sorrido se ripenso al mio inizio. So che non è molto istruttivo per i ragazzi che leggeranno, ma è cosi che è iniziato tutto: sono sempre stato un “vivace”, marinavo spesso la scuola e i risultati non erano certo dei migliori. In uno di quei giorni in cui saltavo la scuola nacque tutto.
Incontrai un ragazzo che lavorava per una discoteca vicino a Livorno. Avevo già iniziato a suonare per puro divertimento con il mio amico Tommaso, ci divertivamo nel suo capannone per ore ed ore, organizzando piccole festicciole ed invitando amici. Quasi per gioco chiesi a quel ragazzo se potevo iniziare a lavorare per quella discoteca, e, dopo qualche incontro, iniziai la mia residenza al Pachamama Club di Tirrenia. Approfondii la mia conoscenza musicale e iniziai a viaggiare per vedere ed ascoltare dal vivo situazioni che avevo visto solo nei video su youtube o letto sui giornali. Andai al Cocoon Club, avevo 17 anni, e lì capii che questa doveva essere la mia strada… Ringrazio infinitamente i miei genitori che si sono sempre fidati di me, senza il loro aiuto non sarei qua.
Quali sono state le tue ispirazioni durante le tue prime produzioni?
Le mie prime ispirazioni a livello produttivo sono state diverse. La traccia “Vacaciones En Chile” per esempio, nacque dopo un set di Villalobos e Luciano a Ibiza, nella terrazza del Circoloco. Produco sempre con il punto di vista di un clubber, mi sento sempre dentro la pista, cerco di creare quello che io vorrei ascoltare quando sono su un dancefloor, quando sono in un after o quando sono sul divano in casa a rilassarmi. Non mi metto mai in studio con un’idea prefissata nella mente, dipende da cosa provo e come sto in quel momento.
Poi il successo, improvviso, insolito (soprattutto per gli standard italiani dove si è un “giovane” dj a 30 anni ), tanto da esser definito “l’enfant prodiga”. Raccontaci come è successo.
Il trampolino di lancio della mia carriera è stata la produzione di “Vacaciones En Chile”. Mi ricordo che feci quel disco in cuffia nella mia camera da letto, nella notte. Da quel giorno rimase in repeat sul player, ascoltavo solo quel disco, mi piaceva da matti, ma non sapevo come farla arrivare a qualcuno per pubblicarla. Ero in macchina con Alejandro, un ragazzo che lavorava per il Tenax, molto amico di Alex Neri. Gli feci sentire la traccia e lui disse: “Non ti preoccupare, ad
Alex piacerà sicuramente, ci penso io”. Andai al Tenax per un normale sabato sera con gli amici, suonava Alex e, ad un certo punto, vedo Alejandro che va in consolle e gli dà un ed sussurrandogli qualcosa. Tempo di mixare e la traccia era su. Riconobbi immediatamente che era il mio disco, ero troppo felice nel vedere il mio club preferito esplodere con un mio pezzo. Tenax stampò la track e fu un enorme successo, anche fuori dall’Europa. Iniziai a ricevere messaggi da tutto il mondo, iniziai a suonare in giro per l’Italia e all’estero, anche in America.
Secondo te ci sono, ora, dei giovani dj/producer italiani che dovrebbero avere più spazio nella scena? Chi, e, soprattutto, perchè?
Sì, credo che la scena musicale italiana stia davvero crescendo.
Tale of us, due ragazzi che vivono con me a Berlino, hanno diverse uscite e credo che ne sentiremo parlare, poi Rio Padice, gli amici della Bosconi records , Massimo di Lena, Romano Alfieri, Marco Effe… ce ne sono molti, ognuno con il proprio stile. Sono molto felice che una realtà importante come quella del Cocoricò, il 29 Gennaio inizierà il progetto chiamato “Cocoricò Religion”, mettendo su un gruppo di dj italiani, con qualche innesto internazionale, che permetterà di creare e far esprimere una nuova, forte e fresca crew italiana. Dobbiamo credere di più nella nostra scena ed essere consapevoli delle nostre, forti, capacità .
Parliamo ancora dell’Italia, ma dal tuo punto di vista, sicuramente molto particolare, sia perchè conosci molto bene la scena (essendoci cresciuto), e sia perchè ormai sei a tutti gli effetti un dj internazionale costantemente in volo; cosa pensi della scena dubhing del Bel Paese? Quali sono i suoi difetti e i suoi punti forti?
Sicuramente il punto forte del nostro clubbing è il grande calore del nostro pubblico. Mi ritrovo a volte in situazioni dove il coinvolgimento dei clubbers nella serata è, senza ombra di dubbio, più alto rispetto all’estero. Ma il fatto che si preferisca andare all’estero, che ci sia la sensazione che tutto quello che c’è fuori è più bello e più innovativo, dovrebbe essere un campanello d’allarme per i nostri organizzatori. Dovremmo migliorare e creare nuove situazioni, dovremmo attirare e convincere i nostri clubbers che
la nostra scena è forte, in crescita e innovativa. Un punto debole delle nostre realtà è rappresentato dalle limitazioni che i locali hanno, in primis l’orario di chiusura.
Abbiamo però molti club all’avanguardia, sia dal punto di vista strutturale sia dal punto di vista di programmazione, vedi Cocoricò, Tenax, Guendalina o realtà più piccole e underground come il Tunnel di Milano, il Goa, il Rashomon,o il Kindergarten. E diversi festival che stanno crescendo, su tutti il robot di Bologna e l’Edit di Venezia. Con alcune messe a punto, non abbiamo niente da invidiare a nessuno.
Ora vivi a Berlino, una città che offre certamente molti stimoli per chi lavora nel mondo della musica, mettendo in contatto molti artisti anche di generi musicali fortemente diversi tra loro. Che cosa rappresenta per te Berlino?
Berlino secondo me, in questo momento, è l’epicentro dell’innovazione musicale. È una città Openminded. In molti viviamo là , ci troviamo spesso a condividere idee e a far partire collaborazioni. Per me è una grande fonte di ispirazione. Amo andare in nascosti pub dove live band fanno impressionanti live jam, amo quando artisti della strada entrano in ristoranti, locali o semplicemente nelle metropolitane e si esibiscono con la voglia di un artista su un grande palcoscenico. La gente a Berlino è viva, crede in quello che fa o almeno ci prova. A tutti consiglio Berlino. Anche solo per un rapido pit stop, che ti apre la mente.
Qual è, per te, la musica di oggi?
Trovo sia una fusione di diversi generi musicali. Mi piace vedere che si osa un po’ di più, senza perdere di vista la techno e la Detroit che strizzano un occhio alla dancefloor, ma con classe.
Bisogna essere creativi, groovy, ma con stile, senza sfociare nelle solite cose ripetitive che abbiamo già sentito e risentito.
Apprezzo molto la nuova ondata americana, Nicolas Jaar, Deniz Kurtzel, Ryan Crosson e molti altri. C’è modo e modo per far esplodere un pubblico, chi prende la via più facile, chi più difficile. A voi la scelta.
Allentiamo un po’ la presa, veniamo a qualche curiosità . Qual è stata la gig più emozionante e perchè?
Ci sono diverse gigs che mi hanno emozionato. Sicuramente suonare a festivals davanti a migliaia di persone è sempre una grande soddisfazione. Recentemente, ad esempio, ho suonato al Creamfields Festival in Perù. Vedere quel fiume di persone saltare dall’inizio alla fine è stato esaltante.
Una che mi ha emozionato in particolare però fu quella al Panorama Bar di Berlino: 4 ore di set. Puoi suonare quello che vuoi lì, evadere ed esprimerti veramente, raccontare la tua storia alle persone. Un’altra che non dimentico è la performance per Elettrowave Festival, nella mia città , Livorno. Abbassare lo sguardo e vedere mia madre e mio padre in mezzo ai miei amici che ballavano e gioivano con la mia musica è stato veramente insuperabile.
E quella più assurda?
Qui potrei scrivere un libro, me ne sono capitate diverse. A Stuttgart mentre stavo suonando a un certo punto vedo una coppia anziana intorno ai 65/70 anni completamente, e ripeto, completamente nudi in perfetto stile hippy, vicino al bar che sorseggiavano un cocktail. Il promoter di seguito mi spiegò che sono una specie di portafortuna per il locale. Quando vedono apparire questi due strambi personaggi il successo della serata è assicurato, una specie di corno rosso per gli organizzatori! Ero tentato di assumerli come tour managers!
Siamo quasi alla fine, manca solo la domanda di rito: progetti per il futuro?
Ho un remix per Jay Haze che è appena uscito e sta andando molto bene. Poi ho uno speciale 10 inch per Cocoon che uscirà a breve, già suonato e supportato da Sven. Inoltre la mia etichetta Deep Moves che riparte in questo anno nuovo, dopo la pausa estiva del 2010, con una uscita dello statunitense Parris Mitchell. Sarà una ristampa di un vecchio Dancemania del ’94. Sono state rivisitate per noi 3 tracks in versione 2011. Più un remix di John Roberts, l’autore di un eccellente album sulla rispettata Dial Records, più altri remix in usata e la preparazione del mio primo album. Tutto questo continuando con il mio tour in giro per il mondo.
La musica da il benvenuto a questo nuovo mese con il vivace ritmo della House! Scopriamo insieme i brani che si stanno affermando e le new entry che si fanno strada nella Top Ten House della settimana. Al decimo posto si posiziona 099 Mafia con Fix It che in questa settimana entra di diritto nella top ten con una rapida scalata, preceduto da Avicii e Sebastien Drums con My Feelings For You che guadagnano una posizione classificandosi noni. Altra new entry della settimana è I Got You di Cristian Marchi con Nari & Milani che raggiunge la posizione numero 8, mentre al settimo posto resistono gli Swedish House Mafia che con One stanno facendo ballare gli italiani dalla scorsa estate. Raggiungiamo il gradino numero 6 della classifica House con Louder Than Words di Afrojack & David Guetta, mentre sale al quinto Duck Sauce con il brano Barbra Streisand ; perde qualche posizione Miami 2 Ibiza degli Swedish House Mafia, secondo singolo estratto dall’album dei dj scandinavi, che scende al quarto posto. Arpionano il terzo posto Tong & Rogers Wonderland con la loro Wilder Side mentre il featuring di Afrojack e Eva Simons arriva in seconda posizione con il brano Take Over Control; si aggiudica il primo posto della Top Ten House Alex Gaudino con il ballatissimo brano I’m In Love.
1° – Alex Gaudino – I’m In Love
2 ° – Afrojack feat Eva Simons – Take Over Control
3 ° – Tong & Rogers Wonderland – Wilder Side
4° – Swedish House Mafia – Miami 2 Ibiza
5° – Duck Sauce – Barbra Streisand
6° – Afrojack & David Guetta – Louder Than Words
7° – Swedish House Mafia – One
8° – Cristian Marchi And Nari & Milani – I Got You
9° – Avicii & Sebastien Drums – My Feelings For You
10° – 099 Mafia – Fix It